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Giorno 25 è forse il più atteso dai castelbuonesi: è il giorno dell’apertura della grata e per tutta la giornata si respira un’aria di festa e di gioia indescrivibile.

La mattina si conclude la novena con le affollatissime celebrazioni eucaristiche. Al termine dell’ultima messa parte il piccolo corteo della “bandizzata” della festa: un gruppetto di bambini accompagna il “tamburinaio” (trampinaru) e il banditore (vanniaturi, che annuncia l’apertura della festa solenne in siciliano) per le vie del paese, distribuendo immagini della Santa e i programmi della festa; Subito dopo, da qualche anno, grande festa con il corteo degli sbandieratori.

Per l’intera giornata si susseguono i giri della banda musicale e continui sono anche i pellegrinaggi alla chiesa della Santissima Trinità, dove sono esposti accanto a Sant’Anna le statue vestite di San Gioacchino e Maria Bambina (XVII-XVIII sec).

Nel pomeriggio l’adrenalina cresce: alle ore 18.00 in punto, dal castello, parte il corteo storico. Il complesso cerimoniale delle chiavi (le uniche che possono aprire i tre catenacci a combinazione che proteggono la Reliquia della Santa Patrona) è appena iniziato. La prima sosta è al municipio: dietro al principe in costume d’epoca si accoda il mazziere seguito dal sindaco con le chiavi, le autorità municipali, parte del comitato e gli invitati. Il corteo prosegue fino a piano Matrice dove il sindaco consegna le chiavi all’arciprete che lo attende con il vassoio d’argento in mano. Dopo la consegna il corteo continua a sfilare per il tradizionale percorso delle processioni.

La parte rievocativa del corteo è stata notevolmente arricchita negli ultimi anni arrivando a contare più di 80 figuranti in costume nell’edizione 2008. la sfilata s’apriva con il tamburinaio seguito dal drappello dei lancieri a cavallo, dietro gli sbandieratori. ancora dopo le delegazioni dei sette quartieri storici castelbuonesi con la rappresentanza dell’antico mestiere (popolani con abiti e strumenti), la dama dell’arte (teatro, poesia, musica….ecc.), le coppie nobili; chiudeva il corteo storico la corte principesca con i cavalieri, il Vescovo, le damigelle e la coppia dei Principi.

Il percorso del corteo

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Al castello una folla incredibile attende l’arrivo delle chiavi; solo quando il corteo sarà arrivato infatti si potrà accedere alla cappella per vedere l’apertura della grata e l’uscita di Sant’Anna dalla cameretta.

Non appena l’arciprete fa il suo ingresso al castello, la gente comincia la sua corsa verso il terzo piano. Momenti indimenticabili in cui l’adrenalina cresce a dismisura: giovani, bambini, anziani, tutti corrono con il cuore in gola verso la Cappella Palatina, verso Sant’Anna.
Quest’anno per consentire a più gente possibile di vedere l’apertura è stato predisposto uno schermo gigante in una grande sala del castello (sala del principe).
Prima dell’apertura un gruppo di musici devoti ha intonato un inno, ritrovato, riscoperto e ri-musicato, a Sant’Anna.

La cappella stracolma di gente diviene muta non appena il mastro (che ha ricevuto in consegna le chiavi) comincia le operazioni di apertura: l’emozione cresce ad ogni giro di chiave, poi finalmente la grata si apre, si apre anche l’anta con il vetro e… rieccola! dopo un anno la Madre Sant’Anna torna tra i suoi devoti. Lacrime, preghiere, gridi di evviva accompagnano il lunghissimo applauso che investe l’interno e l’esterno del castello, i mortaretti risuonano nell’aria, la banda suona a festa, le campane a distesa….è festa!

Il reliquiario è aperto e svuotato dell’ovatta che sta a contatto con le reliquie del teschio tutto l’anno. Questo cotone sarà distribuito in piccolissimi frammenti ai devoti davanti la porta del castello. Lo si conserverà per sempre.
La sera il vespro solenne saluta il giorno che tramonta, ma i pellegrinaggi si protraggono fino a tarda notte

Origini del rito:
Il rito trae origini da un cerimoniale molto antico che vedeva protagonisti i Ventimiglia. Essi arrivavano infatti in occasione della festa a Porta San Paolo con le chiavi e da lì erano scortati con giubilo fin alla chiesa Madre per poi proseguire con il cerimoniale simile all’attuale. È da precisare che anticamente il Ventimiglia celebrava l’apertura “in privato” ossia con l’invito ufficiale a dignitari e nobili d’alto rango. L’esposizione della Reliquia al popolo avveniva in un momento successivo e all’esterno del castello…nella così detta “pinnata” , costruita annualmente per l’occasione all’ingresso dell’arco.

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