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L’ultimo giorno di festa è anche il più sentito dai castelbuonesi, che lo consacrano, più degli altri, alla spiritualità. Le SS. Messe in Cappella sono continue e alle ore 10,30 si celebra al S. Messa delle autorità civili.

I pellegrinaggi e le offerte di fiori, cera ed oro si moltiplicano. La mattinata trascorre tra funzioni religiose, sparo di mortaretti e banda musicale.

Nel primo pomeriggio, alle ore 15,00 si procede all’addobbo dell’antichissima “vara” della Patrona, allestita nel cortile del castello. Verso le ore 16,00 “i mastri di vara” si chiudono in cappella per adornare e ripulire il reliquiario. Subito dopo a braccio lo conducono giù fino al cortile, preceduti da due bambine con le candele. Dopo le procedure di sistemazione dell’Urna, la “vara” viene posta al centro del cortile e i pellegrinaggi si moltiplicano. Il centro nevralgico della festa si sposta dalla Cappella (disadorna) al cortile.

Nel pomeriggio è pia usanza castelbuonese compiere  “ù viaggiu” fino al cortile e sostare qualche minuto in preghiera, ringraziando la Santa per le grazie ricevute. Il tradizionale Rosario di “scavisi” è tornato a risuonare tra le pietre del castello.

Intanto alla Matrice Nuova i confratelli della Congregazione del Santissimo Sacramento si adoperano ad allestire la “vara” del Beato Guglielmo da Polizzi (Compatrono), di cui si custodisce l’intero corpo.

All’Oratorio del Rosario, invece, si procede alla sistemazione e al montaggio della grande “vara” della Madonna del Rosario.

Alle ore 20,00 circa la prima processione conduce l’Urna del Beato Guglielmo al castello.

Subito dopo cominciano ad arrivare le confraternite, alcune delle quali processionalmente.

Alle ore 20,45 una seconda processione, preceduta dalle “maschiate” di rito, conduce il gruppo statuario della Madonna del Rosario nei pressi del castello: la Madonna del Rosario non può, per antica tradizione, varcare l’arco d’ingresso alla piazza Castello, e rimane quindi fuori.

Alle ore 21,00 in punto parte la solenne processione. La prima congregazione a sfilare è quella dedicata a S. Anna in segno di festa. Dietro si susseguono tutte le 17 confraternite castelbuonesi con le rispettive insegne (stendardo e misteri). L’ordine seguito è per data di fondazione o di ufficializzazione.

La processione è lunghissima, poiché vi partecipano tutti i confratelli nel tradizionale abito scuro a maniche lunghe coperto dall’abitino (bavero che indica la confraternita d’appartenenza).  Il primo Santo a sfilare è il Beato Guglielmo, segue la Madonna del Rosario accompagnata dalla compagnia maschile, dalla contrazione femminile, e dalla banda musicale chiamata per l’occasione. Infine sfila la “vara” di S. Anna preceduta dal clero. La partenza di quest’ultima è salutata da potenti “maschiate” e giochi d’artificio. Dietro alla Santa sfilano le autorità, seguite dalla banda e dai numerosissimi devoti a piedi scalzi. Per tutti vige l’obbligo dell’abito scuro.

La coda della chilometrica processione fa appena in tempo a passare per via Sant’Anna che la testa è già di ritorno verso il castello.

Per la strada la gente para i balconi a festa con coperte e luci, tutte le chiese sono aperte e le campane suonano a distesa.

Il percorso della processione

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Dopo il rientro al castello della processione, il popolo aspetta ancora il momento forte: la benedizione con la Reliquia dal balcone della Sagrestia. La gente affolla la piazza e le vie circostanti e fa sentire il suo “Arrivederci” con un lungo e amoroso applauso costellato sempre dagli evviva, dal suono della banda e dal fragore di altri giochi d’artificio. La cappella si riempie nuovamente per il saluto finale alla Santa e per la chiusura  nella nicchia.

La festa si conclude con i fuochi d’artificio a tarda notte.

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