processione

Cerimoniale

Tamburo

Congregazione di Sant’Anna

Gruppo Uomini Cattolici

Congregazione Sant’Antonio

Congregazione di Santa Rita

Congregazione del Sacro Cuore

Congregazione dell’Immacolata

Congregazione di Santa Lucia

Congregazione di San Pietro

Congregazione di San Francesco di Paola

Congregazione di San Vincenzo Ferreri

Congregazione di San Pasquale Baylon

Congregazione di Sant’Antonino

Congregazione dell’Addolorata

Congregazione della Madonna del Rosario

Congregazione del Santissimo Crocifisso

Congregazione di San Giuseppe

Congregazione del Santissimo Sacramento
CarabiniereReliquie di San GuglielmoCarabiniere

Compagnia di Maria Santissima del Rosario
Carabiniere Gruppo statuario della Madonna del Rosario Carabiniere

Congregazione femminile della Madonna del Rosario

Banda Musicale ospite

Clero

giovani ministranti – Arciprete – giovani ministranti

CarabiniereSacro Teschio di Sant’Anna Carabiniere

vigile in alta uniforme – mazziere – vigile in alta uniforme

Autorità

Banda Musicale G. Verdi di Castelbuono

Fedeli a piedi scalzi

Fedeli

Congregazioni

Congregazione di Sant’Anna
Già dal 1663 è presente nella chiesa della Madonna Odigitria una
Società a nome della patrona che era ivi stata sistemata dallo stesso Principe Ventimiglia. Nel 1747 nasce sotto il nome di Congrega anche se ancora cambierà nome in  Venerabile Compagnia di Sant’Anna.
nell’ultimo decennio del 1700 la compagnia si trasferisce nella chiesa di San Nicola ove ancora risiede.
La festa patronale essendo anche la festa del paese è celebrata in tutta la magnificenza di cui il popolo castelbuonese è capace.
I congregati sono coinvolti soltanto nella processione
La festa dei confrati è celebrata in altra data e a San Nicola.

L’abitino tradizionale è bordò bordato verde. Questo andò a sostituire l’antico abito votivo detto secondo alcuni “saccu” che era costituito da una tunica amaranto e un cordone a vita verde. In processione sono portati i misteri e lo stendardo.

Congregazione di Sant’Antonio
Altra giovane confraternita è quella di Sant’Antonio da Padova che nasce nel 1950 anche se molto probabilmente esistevano società ad egli intitolate già prima. Il culto verso il Santo si ha infatti dal 1222 anno del suo passaggio da Castelbuono.  Purtroppo per alcune incomprensioni con il cappellano la congregazione fino al 2001 non ha partecipato più alle processioni e ha coltivato il culto in privato.Per l’occasione della riapertura alla “vita pubblica” la congregazione organizzò la solenne processione con la statua del Santo sul carro trionfale trainato dai buoi. Ogni anno si celebra comunque una tredicinache culmina giorno 13 giugno nella festa di Sant’Antonio in cui oltre alle svariate celebrazioni si distribuiscono i panuzzi.

Nelle processioni i confrati indossano l’abitino marrone bordato bianco e recano lo stendardo con i tre misteri.

Congregazione di Santa Rita
Una tra le più giovani congregazioni castelbuonesi è sicuramente quella di Santa Rita che nasce nel 1948.

La congregazione possiede una bellissima statua della Santa che è esposta nei giorni della festa e condotta in processione raramente.Molto particolare è la festa patronale che è oggi organizzata dai confrati. Nella chiesa di Sant’Agostino, sede della confraternita, alcuni giovedì prima della festa comincia la preparazione che si conclude con un solenne triduo. Giorno 22 Maggio la chiesa è addobbata a festa sia all’interno , ove troneggiano le rose rosse, sia l’esterno ove s’ammirano corone d’edera e luci. A Mezzogiorno dopo la supplica si benedicono le rose. La sera durante la benedizione una pioggia di petali di rosa cade profumata sui fedeli radunati sul sagrato. I petali raccolti da ognuno si conservano. Nonostante il gran numero di fedeli la strada si copre ugualmente di petali. Inoltre i confrati distribuiscono alla fine d’ogni messa i “panuzzi” benedetti e rose.

La congregazione ha come simboli le sergentine e uno stendardo ricamato a mano. L’abitino è nero bordato bianco.

Congregazione del sacro Cuore.
Nel 1838 nasce alla Madrice una nuova congrega intitolata la Sacro Cuore di Gesù. La congrega fu fondata da alcuni confrati di San Pasquale scissosi per qualche ragione, ciò è ricordato tra i confrati di San Pasquale che li chiamano scherzosamente “i traditura”.  Oggi la sede della congrega s’è spostata al monte Calvario ove custodisce gelosamente una bellissima statua del Cuor di Gesù. Ivi si svolge la festa per tutto il mese di giugno. Particolari della festa sono “tammmuriniata  da Cimidda a dauru” in cui i bimbi accompagnano l’immagine del Cuor di Gesù con i ramoscelli d’alloro e la processione Eucaristica per il quartiere. raramente è condotta processionalmente l’immagine del Sacro Cuore. Il giorno della festa entrano i nuovi confrati.

I confrati indossano un abitino celeste bordato rosso, alcuni membri portano il medaglione. Simboli processionali sono lo stendardo e i tre misteri.

Congregazione Maria Santissima Immacolata
La congregazione dell’Immacolata fu fondata nel 1689 da alcuni braccianti ed alcuni contadini nella chiesa di Sant’Antonio Abate. Quando la chiesa fu chiusa al culto e distrutta la congregazione si spostò alla Madrice Nuova dove ha tuttora sede.La statua lignea della Madonna Immacolata è custodita su un artistico altare e raramente è portata per le vie del paese. Più comune è invece l’uscita dell’immacolata d’argento di San Francesco (ultima uscita 8 dicembre 2004) La festa patronale ricorre l’8 dicembre e  in questo giorno entrano i nuovi confratelli (Chiesa di San Francesco).

Durante le processioni sfilano con un abitino celeste bordato rosso a cui un tempo s’aggiungeva il medaglione. Sono portati in processione il gonfalone e i tre misteri.

Congregazione di Santa Lucia
La congregazione di Santa Lucia Vergine e Martire fu fondata nel 1888 presso la chiesa di Santa Lucia fuori le mura dove restò per qualche tempo.

Le feste dedicate alla patrona sono 2 una l’ultima Domenica di settembre quando nella chiesetta fuori le mura si festeggia con solenni celebrazioni, musica e distribuzione di cuccia. (si festeggia ballando e giocando anche la sera prima)

La seconda festa è il 13 Dicembre ed è detta santa Lucia di Paese perché ha luogo nell’attuale sede della congregazione ossia la chiesa di San Vincenzo. In questo giorno si celebrano diverse celebrazioni in una delle quali entrano i nuovi confrati festeggiati con alcuni dolci, inoltre in questo giorno viene distribuita la cuccia..  La bella statua lignea con arredi d’argento è gelosamente custodita dai confrati che la portano in processione molto raramente.

I simboli della congraga in processione sono l’abitino verde bordato bianco, lo stendardo e i tre misteri.

Congregazione di San Pietro
La congregazione di San Pietro sarebbe tra le più antiche sennonché per alcuni disguidi si sciolse per qualche tempo.  Non sappiamo quando esattamente fu eretta canonicamente poiché, come afferma lo storico castelbuonese Antonio Mogavero Fina, esisteva forse ancor prima che Castelbuono divenisse appannaggio dei conti. Lo storico ipotizza che il primo centro urbano si diramava dalla chiesa di San Pietro appunto. Nel XVI secolo troviamo tracce della Società di San Pietro con sede nell’omonima chiesa. Più tardi però una confraternita del Crocifisso si installò nello stesso luogo e comincio a far decadere l’altra confraternita. Ad un certo punto i lavoratori appartenenti alla confraternita del Crocifisso decidono di acquistare una cappella alla Madrice Vecchia e donarla alla congrega di San Pietro così da restare gli unici ad officiare nella vecchia chiesa che d’ora innanzi sarà chiamata del Santissimo Crocifisso. La Congrega di San Pietro Accetta il dono e si trasferisce nella nuova sede portando con se la meravigliosa statua lignea del Santo, in quest’occasione l’ancora società chiede al Vescovo di Messina di poter mutare il titolo in Compagnia.

La festa del Patrono si celebra il 29 Giugno con un triduo solenne e un giorno di celebrazioni solenni.

L’ abitino è di colore rosso bordato di verde e con lo stemma del Santo sul petto.

L’antica cappa era costituita da una veste bianca ed un mantello rosso; quella del Mastro Massaro era solitamente più particolare, ed in questo caso di colore rosso mattone con bordi d’argento.I confrati erano conosciuti per i pennacchi e i fiocci che indossavano in alcune ricorrenze

In processione sono portati lo stendardo e i tre misteri, la statua è condotta in processione in occasioni particolari. La sede è la Madrice Vecchia. Generalmente occupa la quarta posizione in processione.

Congregazione di San Francesco di Paola
La congregazione di San Francesco di Paola venne fondata nel 1873 dai muratori nella chiesa di Sant’Antonio abate. Oggi la congregazione si è sposta nella chiesa di San Francesco d’Assisi, dove conserva il culto al suo patrono di cui conserva la bella statua lignea.

In processione si sfila con il tradizionale abitino rosso-bordò bordato di blu  (un tempo anche il medaglione con la scritta CARITAS) e si recano i tre misteri e lo stendardo.

Congregazione di San Vincenzo
La congregazione dedicata a San Vincenzo Ferrer, sebbene la devozione al Santo è molto più antica e radicata,  nacque nel 1855  e conserva il primo statuto. I congregati devono essere “Mastri” in qualche arte decorosa o essere figli di mastri o  cognati. La chiesa di San Vincenzo (detta del Rosario) è la sede della Congregazione che ivi conserva la bellissima statua e ivi festeggia il patrono con un triduo  e un giorno di festa solenne. La processione non è più annuale. La festa ricorre la prima Domenica di Maggio. La statua del Santo si vuole scolpita con contribuzione popolare nel 1853

In processione va con l’abitino color avorio bordato nero e recando lo stupendo stendardo ricamato in oro e i tre misteri.

Congregazione di San Pasquale
Nel 1873 fu fondata nella chiesa di Sant’Antonino martire la congregazione di San Pasquale Baylon dalla ricca pastorizia locale che si organizzo ben presto in  una fra le più grandi congregazioni locali. La congregazione aveva perfino un gregge (diviso tra i vari congregati) i cui proventi venivano impiegati  per la devozione al Santo. Altro atto particolare dei confratelli erano le messe del primo Lunedì celebrate nella cappelletta votiva del Cimitero in onore dei confratelli defunti.

La congrega festeggia dal 14 al 17 Maggio il suo Santo patrono. Apre la festa  un triduo con predicatore che si conclude con la festa solenne.  A volte all’esterno della chiesa si organizza un  sagra del formaggio e della ricotta che vengono poi distribuiti ai presenti. Fin al primo ventennio del novecento v’era la processione del Santo, di cui esiste una bella statua, ma fu poi abolita dagli stessi confrati perché la gente cominciò a favoleggiare su fatti sconvenienti che dicevano accadessero quando si scendeva il Santo e quando si portava in processione. Tra le donne da marito era molto comune la preghiera ” San pasquali Baylonn prutitturi di li donn mannatimi un  maritu biddu ruossu e sapuritu com a Vui tali e quali oh Gloriusu San Pasquali ” ¹ gli uomini inece ricordano le “competenze del Santo icendo ” San Pasqual Baylonn prutittur di li donn prutittur di pastura sì sarvizza ì muncitura”

L’abitino processionale e di colore marrone scuro bordato bianco e un piccolo cappuccio (un tempo v’era anche uno  medaglione). Simboli della congrega in processione sono lo stendardo e i tre misteri.

Congregazione di Sant’Antonino Martire
La congregazione di Sant’Antonino martire risale agli ultimi decenni del 1500. Ne abbiamo sentore nel 1606 quando i minori Osservanti si trasferiscono nella chiesa dedicata al Santo. Subisce una decadenza in seguito alla fondazione della congregazione del Santissimo Crocifisso (della Parte alta) che vede una grande partecipazione popolare. Il simulacro del Crocifisso infatti si dimostra miracoloso e la gente accorre ai suoi piedi chiedendo grazie. Infine il Crocifisso è proclamato Compatrono del Paese. La confraternita di Sant’Antonino però non scompare del tutto e torna a risplendere nel corso del XIX secolo. Solo nel 1841 però riesce con l’assenso del Vescovo di Nicosia a divenire compagnia. Solitamente occupa in processione il quinto posto Durante queste occasioni, i confrati indossano “l’abitino” di colore verde con il bordo rosso ed una piccola coccarda rossa cucita sul davanti. Anticamente v’era la cappa a tunica verde con bordature rosse.

I simboli della congregazione, che vengono condotti in processione sono i misteri, e soprattutto lo stendardo.

Congregazione dell’Addolorata
La congregazione dell’Addolorata nacque nel 1773 radunando sotto il nome della Vergine tutte le maestranze che da subito diedero lustro a una cappella della Madrice Vecchia detta degli Angeli Custodi in cui stabilirono il loro oratorio.La congregazione però prende assetto definitivo soltanto nel 1835. Negli anni varie sono le titolazioni che assunse la congregazione “dei Veli Santi ” “dei sette dolori di Maria Addolorata”. Secondo la tradizione è la più prestigiosa fra le confraternite e fu fondata dai nobili.Particolare rilievo hanno i confrati nella Settima Santa in cui organizzano la solenne processione del Venerdì Santo e partecipano alle Sacre Quarant’Ore. La congrega maschile organizza la processione negli anni pari insieme alla congrega dei civili (femminile) Negli anni dispari è organizzata dalle “nobili dame dell’Addolorata” Si portano in processione anche Gesuzzu ‘nta naca (Gesù in bara), la croce nera con tovaglia di lino bianca (stendardo), i due misteri. Il giorno del Venerdì Santo entrano i nuovi confrati.

L’abitino portato in processione è nero bordato bianco con un bel medaglione in argento, indossano inoltre i guanti  neri e il vestito nero con cravatta.

La congregazione della Madonna del Rosario Molto più recente della compagnia della Madonna del Rosario nacque da una scissione di quest’ultima tra il XVIII secolo e il XIX secolo. Addirittura è stata scissa la festa che era da loro celebrata la prima Domenica di Maggio insieme a San Vincenzo.La cosa particolare è la pena della carvana per chi non adempie i propri compiti che consiste nel sospendere i diritti per sei mesi.

Il loro abitino è color viola bordato bianco, non v’è più il medaglione.Portano in processione lo stendardo e i  misteri ma non sono autorizzati a portare la vara della Madonna del Rosario.

Congregazione Santissimo Crocifisso
La Congregazione del Santissimo Crocifisso (del paese alto) nacque nel 1800 per volontà del vescovo di Messina.Probabilmente la congrega esisteva già e raccolse  i confrati della Congrega del Crocifsso con sede nella chiesa omonima esistente già prima del 1500.

Questa congregazione vantava però l’onore d’officiare nel luogo in cui era posto il tanto Venerato Crocifisso di frate Umile Pintorna.  La festa si celebra 2 due volte l’anno il 3 Maggio e il 14 settembre. La festa del 3 Maggio è quella patronale tant’è che i confrati si recano in processione dalla sede alla cappella della santa croce recitando una preghiera in cui invocano 1000 volte il nome del Salvatore. Il 13 e il 14 Settembre  si celebra la festa del paese che invece è organizzata da un comitato. In quest’occasione entrano i nuovi confrati e nei giorni di festa partecipano solo alla solenne processione oltre a una messa.Non pretendono neanche di portare il crocifisso ma sono convintissimi  che  si faccia portare assai di buon grado da qualunque muratore.

Recano in processione il cristo ligneo e i misteri, il loro abito è  Rosso bordato bianco, una volte v’era una Crocetta.Al termine della processione lo “stendardo” riceve il saluto delle altre confraternite.

Congregazione del Patriarca San Giuseppe
La congregazione di San Giuseppe si presume sia stata fondata nel 1747, anche se forse gli stessi componenti provenivano da un’altra congrega sotto altro nome. La congregazione raccolse calzolai, falegnami, commercianti e mastri.

La festa di San Giuseppe  si apre con molti Mercoledì di preparazione e culmina con il triduo solenne e la festività del 19 Marzo. Durante il triduo e nel giorno della festa si mangia “ù manciar ì San Ciusepp” ossia la cosiddetta “virdura Maritata”. In un tempo molto remoto v’era la processione annuale (oggi si fa ogni 10-11 anni)  ed erano i congregati a cucinare le verdure da distribuirle.Il giorno della feste si riempie oltre che con le tradizionali Messe anche con alcuni tradizionali giochi quali ù Juocu ì pignat, à ‘Ntinna e à Cursa ‘Nte sacch. Nel giorno della feste entrano in congrega i nuovi confratelli e il dolce tradizionale (mangiato anche in Sagrestia) è “ù Sfinciun ì San Ciusepp” Un tempo nel giorno di San Giuseppe s’offriva ai più poveri un pranzetto e quello per i piccolini era chiamato “pi Virgineddi ì San Giusippuzzu” era uso anche preparare gli Altarini con l’immagine del Santo e varie pietanze sopra.

Il loro abito tradizionale è l’abitino celeste bordato oro, anticamente v’era un medaglione. Secondo alcuni esisteva anche l’abito votivo di colore verde o blu con cintola gialla.Sono portati in processione lo stendardo e i misteri.

Compagnia del Santissimo Sacramento
La Compagnia del santissimo Sacramento o Dù Signuri come è detta in castelbuonese, si vanta d’essere una fra le più antiche ancora esistenti e di possedere una bolla di erezione canonica Papale risalente al 30 Novembre 1539 (rilasciata da Paolo III).Secondo alcuni studi la sua origine è molto più remota sebbene in molti sostengano sia nata in occasione della costruzione della quarta navata della Matrice Vecchia. Se è vero che il Ciborio di Giorgio da Milano fu commissionato dalla stessa, dobbiamo infatti ammettere che doveva necessariamente già essere ordinata da prima e avere fondi e autorità per un tale ingaggio.A prescindere dalla data di fondazione abbiamo la certezza che la compagnia era costituita dai contadini e in special modo dai produttori di frumento, tanto che ancora oggi si conserva l’epitero di Frummintara. È da puntualizzare lo stretto rapporto che intercorreva tra il ciclo del grano e le feste della Congrega, l’antico loro calendario sembra quasi accompagnare, cadenzandola la semina, la germinazione, la maturazione e la mietitura. Tutte le operazioni legate a questa particolare risorse erano inoltre accompagnate dalle invocazioni e dalle orazioni comincianti e terminanti in “ogni puntu e ogni mumentu Viva u Santissimu Sacramentu” che guidate du liaturi erano poi completate dall’upiranti. Ultimo fardello di un antico legame con la terra sono le spighe, che tutt’oggi,  vengono poste sotto la Croce processionale (stendardo della Congregazione). Le spighe, intrecciate quando sono ancora verdi, dovevano simboleggiare o meglio impetrare abbondanza di messi. La congregazione aveva anticamente sede nel locale sottostante il campanile della Matrice Vecchia dove era allestito un piccolo oratorio. Avevano particolare cura dell’altare della Reposizione che in quest’ultima chiesa si costruiva appunto adoperando i laureddi (germi di grano) come d’uso per Natale. Non è un caso infine che in occasione dell’ultima cena troneggino in bella vista, sopra “à tavulata”, le primizie della stagione e i frutti della terra.Per la loro devozione al Corpo di Cristo istituirono sin dagli albori della Compagnia l’uso di accompagnare il sacerdote per il Viatico.La carità ai fratelli ammalati  era dimostrata la Domenica in Albis con “ù precettu di Ciunchi” Fu per interessamento della stessa congrega e grazie all’Arciprete Agrippa che si riprese, nel 1734, la consuetudine della Colonna Frumentaria. Era qualcosa di simile ad una associazione di soccorso. Raccolto annualmente del grano veniva conservato per le annate di carestia.

Diverse sono le occasioni in cui la confraternita celebra il suo Patrono:

  • Durante la settimana Santa con la cerimonia del Giovedì (festa ufficiale): dodici confrati riproducono la lavanda dei piedi ed entrano nella confraternita i nuovi confratelli. Nella stessa occasione animano la celebrazione sia alla Matrice nuova che alla vecchia e distribuiscono i caratteristici pani votivi: i cucciddati.
  • Durante le quarant’ore , quando nel pomeriggio della Domenica delle palme aprono le ore d’adorazione.
  • Durante la festa del Corpus Domini quando sfilano in processione e reggono il Baldacchino oltre ad animare la messa e le celebrazioni.

L’abito tradizionale della Compagnia è la “Cappa” che per ragioni pratiche è stato abolito. Era l’abito dei così detti “Papau”: Una tunica bianca stretta alla vita da un cingolo (lato destro) ornato di medagliette e simboli, mantella bianca bordata di rosso vivo, cappuccio bianco che in alcune occasioni velava il volto e guanti bianchi.. anticamente andavano a piedi scalzi, negli ultimi tempi fecero la loro comparsa le scarpe bianche bordate in rosso.U Rubiculu era la cappa del Mastro Massaro. La conformazione era identica alle altre, ma per essere distinto dagli altri confratelli, quando v’era l’obbligo del cappuccio, aveva colori diversi: bejge damascato invece che il bianco e oro invece del rosso. Al cingolo portava spesso una campanella d’argento, forse proprietà della congregazione. Era  lui che , nella processione du “Signuri Ammucciatu o Vilatu” rumoreggiava con la troccola.

Oggi i simboli della confraternita sono “l’abitino” di colore bianco bordato di rosso con l’immagine del SS. Sacramento  sul davanti, i 5 misteri e l’Incarnazione (il particolare Crocifisso d’argento che costituisce lo stendardo)

Compagnia di Maria Santissima del Rosario
La compagnia della Madonna del Rosario detta anche dà Matr ù Rusariu, è popolarmente considerata la più antica tuttora esistente. Gli anziani della congrega fanno risalire la data di fondazione al 1402. Antonio Mogavero Fina, famoso storico Castelbuonese, sostiene invece la data del 1492, che la inquadrerebbe comunque come la più antica ma che forse si riferisce soltanto all’erezione canonica.La compagnia sarebbe nata sotto il nome di pia associazione di Maria del Rosario con  sede nella chiesa del convento domenicano. Crediamo infatti postuma la costruzione, o perlomeno l’utilizzo, dell’oratorio del Rosario da parte dei confratelli. Il simulacro Mariano era infatti custodito anticamente in una cappella interna alla chiesa dove avevano sepoltura anche le consorum del Rosario. In un secondo momento, così come oggi possiamo vedere,la bella immagine della Madonna del Rosario con San Domenico fu posta sull’altare maggiore dell’oratorio e ivi gelosamente custodita. Sull’immagine è da segnalare un lavoro di ritocco, se se ne esclude l’intera fattura, di Filippo Quattrocchi. Escludiamo però che questi ritocchi siano da  identificarsi con i gessi (debitamente eliminati nell’ultimo restauro) poiché non avrebbero continuità artistica con altri lavori simili che l’autore si trovò a fare in patria (San Cataldo e San Michele di Gangi) Nel XIX secolo avvenne una scissione che fece nascere la Congregazione della Madonna del Rosario che conduce in processione il gonfalone della Madonna. La compagnia del Rosario vanta il privilegio d’essere l’ultima congregazione in processione e di sfilare in tutta la sua solennità recando nella processione di Sant’Anna la bellissima vara della Madonna portata secondo tradizione da 24 confrati.

la seconda domenica d’ottobre  si celebra la festa patronale che comprende un solenne triduo e un giorno di festa ufficiale in cui ai giochi sul sagrato (juocu di pignati) si alternano i mometi di intensa religiosità. Particolare della festa in antico era la puntaliata du gadduzzu un gioco che ai nostri occhi animalisti potrebbe sembrare sadico e privo di senso.

Oggi i confrati indossano  “l’abitino” nero con il bordo blu con medaglione d’argento raffigurante la Madonna. Anticamente era la Cappa ad accompagnare il passo dei confratelli, un pesantissimo abito che rappresentava la veste domenicana composto da: una tunica bianca con stemma della Madonna sul petto, stretta in vita dalla cintura di cuoio a sinistra e dal rosario a destra, cappuccio che poteva essere rivoltato sulla fronte o in alcune occasioni indossato a coprire il volto, mantella nera sulle spalle, cappello a falde attaccato al collo (simbolo della regalità dell’ordine domenicano), guanti neri o bianchi. Fu sostituita, sebbene ancora usata in qualche occasione, negli anni 50 per l’ingente peso e perché troppo calda nella processione estiva di Sant’Anna.

pulsantinavig1



%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: