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La tradizione castelbuonese della novena e soprattutto la festa della Maddalena, traggono origine comune dagli eventi del gennaio 1615. ossia dal ritrovamento (dopo il trafugamento del 1603) della Reliquia a Palermo e il suo ritorno a Castelbuono (per maggiori informazioni consultare la pagina tra storia e leggenda)

È una novena perché nove furono i giorni di festeggiamenti ordinati da Giovanni III Ventimiglia durante il viaggio prima di giungere a Castelbuono.
Il 22 luglio (Santa Maddalena) altro non ricorda che il 22 gennaio, data del ritrovamento.

Cosa accade dal 17 al 24 luglio
La novena di Sant’Anna si articola in due momenti: le celebrazioni mattutine e  la processione serale.

La mattina sia nella cappella di Sant’Anna (all’interno del castello, dove è custodita la Reliquia ) sia nella chiesa della Santissima Trinità (dove è custodita la statua) sono celebrate due messe precedute dalla recita delle “allegrezze” e dai canti in onore alla Santa Patrona.

Ogni sera alle ore 21,00 in punto una statua a grandezza naturale della Santa è condotta in processione per le vie e i vicoli del paese. La processione è partecipatissima, una grande folla di devoti precede e segue la Santa; tra questi spiccano il gran numero di bambini con i “coppi” in mano (particolari luminarie che ricordano il ritrovamento del Corpo di Sant’Anna in Francia dopo che era stato nascosto per preservalo dalle persecuzioni) e la folla di devoti a piedi scalzi.

La processione parte dalla chiesa della Santissima Trinità e qui torna circa un’ora e mezza dopo. Alcuni identificano questa processione con il termine “fruottula di Sant’Anna” per distinguerla dall’ordinata processione del 27. Ogni sera, al ritorno della processione, conclude l’attesissima benedizione Eucaristica.

L’itinerario porta i devoti ad attraversare vicoli strettissimi o archi bassi, o strade a scale, ed è veramente particolare vedere la Santa ora abbassarsi raso terra, ora portata a braccio, ora inclinata. Davvero la Santa visita i castelbuonesi! È un abbraccio simbolico al paese. Ancora oggi qualche ammalato chiede la sosta della vara davanti la propria abitazione e la gente usa parare a festa i balconi accendendo luci e mettendo fiori e coperte.

Qui potete trovare tutti i percorsi della processione

Come accade in tutti gli altri territori del comprensorio madonita anche i portatori della vara di Sant’Anna avevano il proprio grido, che ancora ricordano i più anziani e che si è conservato come preghiera in altri momenti della festa “ scatta u nfiirn e triunfa Maria evviva a matri Sant’Anna!” lo si “vuciava” ogni qual volta la processione ripartiva dopo una sosta, all’uscita e al rientro della processione.

Giorno 25 luglio la novena è solo mattutina come da tradizione.

22 Luglio, Santa Maddalena

All’alba della festa di S. Maddalena vengono sparati sotto il balcone della sagrestia del castello 22 colpi di mortaretti a mò di cannone, ad indicare che la festa sta per entrare nel vivo e a ricordo del ritrovamento miracoloso della Reliquia.

È uso di molti alzarsi al primo sparo o vederli dalla piazza e, mentre le campane suonano a distesa, andare a piedi scalzi fino in Cappella, incrociando per le vie la banda che allo sparo del primo colpo inizia il giro del paese partendo da piazza Castello.

Ad ogni scoppio è uso recitare la famosa “scatta u nfiirn triunfa Maria! Evviva a Matri Sant’Anna”!!!

Ai botti si attribuisce la particolare proprietà di cacciare rondini e pulci considerati esseri nefasti.

Altra credenza legata al 22 Luglio sancisce che il giorno della Maddalena Sant’Anna (la statua) sia più bella del solito sebbene impallidisca all’uscita della processione.

Ancora in questo giorno si vuole che i lupi-mannari (lupiminarii) siano sconfitti dal fragore dei botti.

Sono tutte credenze che, sebbene lascino il tempo che trovano, testimoniano l’importanza riservata a questo giorno e il contesto agro-pastorale che fu culla alla festa.

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